Primi Calci 2014Pulcini 2011Pulcini 2012Scuola CalcioImparare per divertirsi, questa la missione di Roberto Forigo

Settembre 16, 2021by Ufficio Stampa0

Personaggi del Calcio Giovanile.
Roberto Forigo.
di Rodolfo Giurgevich

É nato sotto il segno del Capricorno con ascendente Vergine, Roberto Forigo : segno e ascendente gli conferiscono le qualità principali per un tecnico che ha la missione fondamentale, di educare e far crescere sportivamente ragazzini, pulcini dagli 8 ai 9 anni, per portarli a competere dagli Esordienti in su.

Il cuore del Capricorno è tenero come ben pochi altri segni. Ha un elevato senso del dovere che lo spinge ad assolvere i compiti più duri senza mai recriminare. Riservato è ricco di sensibilità interiore che gli permette di “avvertire” situazioni individuali, in particolare quelle più remote dei giovani.
Talvolta si lamenta (mai però come Renato Gelio), questa è una prerogativa del Vergine, infatti nota tutti i dettagli, è molto attento ed accurato nelle analisi per poter programmare con scrupolo ogni attività.
Scrupoloso e lamentoso è comunque l’alleato migliore, collabora con tutti  ed è la persona sulla quale si può sempre contare.

Questo il profilo astrologico di Roberto Forigo, il personaggio è Responsabile della Scuola Calcio del Villafranca, ovvero gestisce e accresce le qualità sportive congenite dai Piccoli Amici fino ai Pulcini. Ha avuto un maestro fondamentale nella sua cultura calcistica e cioè quel Mino Favini, maestro di calcio giovanile all’Atalanta che ha lasciato un segno indelebile nella preparazione dei giovani calciatori. Storica una sua affermazione che può sembrare banale ma non lo è:  « … portate vostro figlio in una scuola calcio dove allenano istruttori qualificati e preparati che non limitino le iniziative tecniche dei ragazzi. »

Perché un ragazzino sceglie di giocare al calcio?
«  …non penso che a 5 anni si abbiano in testa sogni di carriera, ci mancherebbe altro, ho chiesto più volte ai picooli che volevano iniziare cosa li spingeva a giocare, ovvero perché avevano scelto il calcio e la risposta più volte è stata la stessa, per divertirsi e imparare. »

Ecco quindi la prima funzione dell’istruttore, che diventa una missione, insegnare bene perché se un ragazzino apprende sicuramente si diverte di più.
Durante uno dei tanti allenamenti l’ho sentito che invitava i suoi Pulcini a ripetere gli insegnamenti:  «.. quando c’è il cambio di passo?… »
E i Pulcini in coro o quasi : « …quando si supera l’avversario per lasciarlo sul posto…»
Quasi come a scuola, la lezione viene ripetuta sul campo con una differenza in più, qui i ragazzini si divertono, situazione che la scuola, giustamente più rigorosa, non può offrire.

Qual è il segreto per un tecnico che prepara piccoli giocatori?

« …suggerisco sempre ai tecnici più giovani di approfondire la conoscenza individuale di ogni ragazzo: non è difficile, basta osservarlo come esprime la propria personalità mentre gioca…»

«Ma prima di tutto – conclude Roberto Forigo – chiedo ai giovani tecnici di capire se questa è davvero la loro categoria, ovvero se la passione sarà pari alla loro pazienza, dote non secondaria – messa a dura prova di frequente – per chi prepara giovani calciatori »

Se il mister giovane avrà la cultura adeguata e “la capacità di far fare” darà il via ad un ciclo virtuoso: il ragazzino impara e si diverte di più e premia con la sua crescita la pazienza di chi lo segue con passione.
Sembra facile non lo è: avete mai provato ad insegnare a calciare ad un ragazzino di 6 anni?

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